Campobello di Mazara verso le amministrative: tra continuità, nuove aggregazioni e l’attesa della riforma regionale
Il quadro politico a Campobello di Mazara entra in una fase sempre più intensa in vista delle prossime elezioni amministrative, previste per il 24 e 25 maggio 2026. Il confronto elettorale si va progressivamente definendo attorno a tre principali aree politiche, mentre l’attenzione resta concentrata su un cruciale passaggio istituzionale che potrebbe incidere in modo determinante sugli equilibri locali: la votazione all’Assemblea Regionale Siciliana sulla riforma degli enti locali, in calendario per l’11 febbraio, che prevede, tra l’altro, la discussione sul terzo mandato per i sindaci nei Comuni con meno di 15.000 abitanti.
Una riforma che, se approvata in quella parte, potrebbe aprire alla ricandidatura dell’attuale primo cittadino, il sindaco Giuseppe Castiglione, al governo della città dal 2014.
L’area della continuità amministrativa
L’attuale amministrazione comunale può oggi contare sull’adesione ufficiale di diversi gruppi politici che hanno dichiarato di voler sostenere un progetto di continuità amministrativa. Tra questi figurano Fratelli d’Italia, UDC, Democrazia Cristiana e Democrazia e Libertà, forze che rappresentano l’ossatura politica della maggioranza uscente.
“Vogliamo garantire al territorio stabilità e continuità, proseguendo un percorso amministrativo già collaudato”, dichiarano i rappresentanti dei gruppi di maggioranza
Molto, tuttavia, dipenderà dall’esito del voto regionale. Un eventuale via libera al terzo mandato rafforzerebbe l’ipotesi di una ricandidatura di Castiglione, mentre uno scenario opposto aprirebbe una fase nuova, imponendo una riflessione interna sulla leadership e sul futuro assetto della coalizione.
Un’area civica in fase avanzata di organizzazione
La seconda coalizione in campo si pone in alternativa all’attuale amministrazione ed è frutto dell’accordo tra diversi movimenti e gruppi locali. Ne fanno parte Cambia-Menti, Azzurri per Campobello, Campobello Nuova, Futuristi, Generazione Futura, N.O.I. e Noi Moderati, che insieme lavorano alla costruzione di un progetto politico unitario.
Questa area, pur attiva e determinata nell’organizzazione politica, non ha ancora ufficializzato il nome del candidato sindaco. Secondo quanto emerso dai comunicati del gruppo, la scelta verrà definita dopo la presentazione pubblica del programma elettorale, la definizione delle liste per il consiglio comunale e il confronto interno tra le forze che compongono la coalizione. La presentazione del programma è stata fissata per il 13 febbraio nei locali Gulotta di Viale Risorgimento n. 74, data che sarà fondamentale per testare l’apprezzamento dei cittadini verso questo progetto civico.
“L’obiettivo della coalizione è coinvolgere democraticamente la popolazione Campobellese in questo processo di rinnovamento, costruendo un percorso condiviso capace di dare risposte concrete al territorio”, sottolineano i rappresentanti del gruppo
Una modalità operativa che sembra privilegiare metodo, partecipazione e contenuti, lasciando intendere una struttura organizzativa già orientata alla fase elettorale.
Il terzo schieramento tra ricomposizioni e un nome che prende forma
Completa il quadro una terza coalizione formata da Alternativa Civica, Orizzonti Comuni e Campobello 5.0, insieme a una parte di Forza Italia, che inizialmente aveva individuato nella figura del consigliere comunale Leonardo Bascio il candidato sindaco, ma che ora sembra più orientata verso Daniele Mangiaracina, ex sindaco di Campobello di Mazara in carica dal 2000 al 2006.
All’interno di questo schieramento confluiscono anche componenti politiche fuoriuscite dall’attuale amministrazione, segnale di un processo di riallineamento che attraversa trasversalmente il panorama politico locale. Dai comunicati ufficiali e dalle interviste rilasciate nelle ultime settimane, si evince l’orientamento della coalizione verso la candidatura a sindaco di Mangiaracina.
“Mangiaracina può unire esperienza e rinnovamento, rappresentando un’alternativa concreta per la città”, spiegano i portavoce del gruppo
Il percorso del gruppo vede inoltre come riferimento regionale l’onorevole Giuseppe Bica di Fratelli D’Italia.
Il voto del 10 febbraio come spartiacque
Il passaggio decisivo resta dunque la votazione del 10 febbraio all’ARS, destinata a incidere non solo sull’assetto normativo regionale, ma anche sulle dinamiche politiche locali. A Campobello di Mazara, più che altrove, l’esito di quel voto rischia di diventare lo spartiacque attorno al quale si riorganizzeranno alleanze, candidature e strategie elettorali.
Nel frattempo, il confronto politico è ormai entrato nel vivo. Programmi, incontri pubblici e prese di posizione indicano che la campagna elettorale si giocherà non soltanto sui nomi, ma soprattutto sulla capacità dei diversi schieramenti di presentarsi come progetti credibili, strutturati e pronti a governare.
